Il pozzo sigillato del ‘complesso monumentale’ di Tarquinia: cronaca di un’obliterazione straordinaria tra ritualità, identità e resielienza culturale
Svenska Institutet I Rom – Istituto Svedese Di Studi Classici A Roma
Via Omero, 14
Roma
Data evento
20 October 2026
L’incontro è dedicato alla presentazione dei risultati dello scavo del pozzo sigillato del ‘complesso monumentale’ della Civita di Tarquinia, di recente editi nel secondo tomo del V volume della Collana Tarchna. Si affronterà la scoperta e la chiusura rituale di un pozzo, profondo oltre 21 metri, trasformato dagli Etruschi in una vera “capsula del tempo”. Al suo interno, più di 20.000 frammenti diagnostici costituiti oggetti votivi, iscrizioni, resti organici e elementi architettonici, documentano un gesto collettivo e consapevole, con cui la comunità tarquiniese ha scelto di condensare memoria, identità e relazioni con il Mediterraneo e con Roma nella metà del II secolo a.C.
La presentazione si concentra in particolare sull’analisi archeologica condotta da Matilde Marzullo, che ricostruisce la biografia del pozzo attraverso l’esame integrale dei dati di scavo. Come in un’indagine a più livelli, infatti, ogni frammento contribuisce a definire il quadro indiziario della colmatura: la selezione degli oggetti, la loro disposizione, le ricorrenze formali e funzionali, le tracce del sontuoso pasto rituale che accompagnò la chiusura. L’analisi mostra come la suppellettile votiva, riferibile a un edificio sacro non ancora identificato, sia stata deposta secondo uno schema normativo preciso, frutto di una tradizione cultuale di lunga durata centrata sulla grande divinità femminile Uni.
Attraverso questa lettura, il pozzo emerge come un dispositivo di memoria che registra un passaggio epocale: la trasformazione delle pratiche religiose etrusche in dialogo con la koinè ellenistica e con l’espansione romana. La chiusura rituale diventa così un atto di resilienza culturale, un gesto che conclude un’epoca e inaugura una nuova pagina della storia di Tarquinia, mantenendo salda la continuità del sacro mentre l’Etruria si avvia ineluttabilmente verso l’orbita accentratrice di Roma.