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Bollettino quadrimestrale dell'Associazione Internazionale di Archeologia Classica Onlus. Anno I° n. 1/2005



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Contents AIACNews:

Maria Teresa D'Alessio: Sommario

AIAC

Giulia Del Fabbro:
The 17th international
congress of Classical
archaeology in Rome in
2008

Elżbieta Jastrzębowska:
L'Accademia Polacca delle Scienze

Olof Brandt:
Intervista a Filippo Coarelli

Incontri AIAC  

Nikos Arvanitis:
Indagini stratigrafiche nell'area della casa delle vestali: le campagne 2002-2005

Hendrik Dey:
Le mura aureliane ed il rifacimento della Roma imperiale, A.D. 271-855

Indagini stratigrafiche nell’area della casa delle vestali: le campagne 2002-2005

 

Nuove ricerche in estensione a Roma, nell’area della Casa delle vestali di età repubblicana e nel vicus che corre tra questa e la Regia di Brown hanno rivelato l’esistenza di un deposito stratigrafico complesso e articolato (fig. 1), di alta potenzialità euristica per quanto riguarda la storia del santuario.

Periodo preurbano. Nell’area tra la Casa delle vestali e la Regia di Brown (il futuro vicus), sono state scoperte una serie di fosse di forma ovoidale, scavate direttamente nel suolo vergine, di cui una ha restituito materiale del Bronzo Recente. Non è possibile stabilire l’esatta funzionalità di questa evidenza che comunque testimonia la presenza di frequentazioni in tale epoca. Tali strutture sono a loro volta obliterate da un focolare a cielo aperto, con resti di pasto, risalente alla fase laziale IIA: non escludiamo un carattere rituale di tale elemento, considerando che nelle immediate vicinanze sono attestate sepolture del medesimo periodo.

750-675 a.C. ca. Sempre nell’area del vicus, su un livello di paleo-suolo in situ, che obliterava le suddette testimonianze, è stato scoperto un tratto di un muro di terra orientato E-W (dim.: m. 3,30 per 0,90 ca.) e parallelo al muro di limite più tardo della Casa delle vestali di età tardo-repubblicana. Questo muro è associato a due massi di tufo di grandi dimensioni, pertinenti con ogni verosimiglianza ad un ingresso dell’area sacra di Vesta. Significativo è il fatto che il paleo-suolo su cui si imposta questa struttura conserva dei segni rettilinei tra loro paralleli e intersecanti di color grigio scuro, forse relativi ai lavori di livellamento dell’area. Parallela a tale muro di limite corre anche la prima strada attestata, costituita da un manto stradale in ciottoli. I materiali associati e la posizione stratigrafica permettono di inquadrare tali interventi nel terzo quarto dell’VIII sec. a.C. Importanti rifacimenti e ristrutturazioni della medesima struttura sono attestati per l’ultimo quarto dell’VIII sec. e per il primo quarto del VII sec. a.C.

A S di questo muro è stata documentata parte di una capanna infossata di forma ovoide  con annesso piano ribassato (parte indagata: lungh. ca. m. 2,08; largh. ca. m. 1,45; prof. ca. m. 1,35) funzionale ad una serie di focolari e ricettacoli, incavati a livello del piano di calpestio, forse per cereali. Sono stati inoltre documentati due buchi di palo (distanti ca. m. 1,40 dal piano infossato) pertinenti forse al muro perimetrale della struttura. I materiali ceramici datanti presenti negli strati all’interno della capanna (da articolare in 7 sottofasi di complessa stratigrafia) permettono di circoscriverne la vita nell’arco cronologico della fase laziale IIIB2: da una delle fosse-ricettacoli  è stato recuperato anche un frammento del Tardo Geometrico I pertinente ad un vaso di forma chiusa (oinochoe?).

L'assenza di strutture precedenti questa capanna e la sua posizione davanti all'ingresso dell'aedes Vestae più recente, insieme al muro sopra descritto che costituisce probabilmente il limite dell’intera area del Santuario di Vesta, legittima la sua identificazione come la prima Casa delle vestali. A differenza di quanto si riscontra per la coeva domus Regia, sempre all’interno del santuario, dove viene adottata una nuova forma architettonica, la domus a corte (vd. D. Filippi, La domus Regia, in “WAC”, I,  2004, pp. 101-121), per la Casa delle vestali si rimane nell'ambito della tradizionale capanna ovale. Una scelta che ben si spiega in un contesto sacerdotale e sacrale.

675/50-530/20 a.C. ca. Un nuovo muro, in scheggioni di tufo rosso e tufo grigio allettati in un legante di limo argilloso (dimensioni: m. 3 per 0.60), delimitanti a loro volta un ingresso, viene impostato immediatamente a sud di quello sopraindicato, datato intorno alla metà del VII sec. a.C. Di tale epoca anche la seconda strada in ciottoli associata a questo muro. Dagli strati di distruzione, forse violenta, di tale struttura costituiti da livelli di carbone e strati di concotto è possibile ipotizzare un alzato in pisè. Non possediamo che disiecta membra dell’edificio alle spalle di questo muro di limite, costituiti da piani di calpestio in argilla cotta e semplici battuti di terra.

Una fase di epoca alto-arcaica è testimoniata, inoltre, da un tratto di fondazione in peperino di fine VII sec. a.C. e strati connessi, non sufficienti a restituirci la pianta dell’edificio in tale epoca, forse meno monumentale ed esteso di quelli più tardo. Non è escluso che il materiale edilizio e di corredo mobile proveniente dal c.d. pozzo B (640/30-580/70

 

 

 

a.C. ca.), rimandando a sua volta ad un’ulteriore fase edilizia non recuperabile sul terreno. 

Età tardo-arcaica e repubblicana. È nell’ultimo quarto del VI sec. la fase di maggiore monumentalizzazione dell’area di Vesta con l’impostazione di un edificio in blocchi di tufo granulare grigio costituito da una serie di ambienti allineati e disposti su almeno tre lati intorno ad un cortile centrale all’aperto. Le ipotesi fondate sui pochi indizi posseduti per l’età arcaica (ed un relativo restauro della prima metà del V sec. a.C.) sono maggiormente corroborate da quelli dell’edificio di tarda età repubblicana (fig. 2), meglio conservato, erede del precedente e di cui ripropone in parte la forma (per tali fasi: N. Arvanitis, La casa delle Vestali d’età arcaica, in “WAC, I, 2004, pp. 145-153, con tutta la bibliografia precedente).

 

Nikos Arvanitis (Università degli Studi della Basilicata)

nikolasar@hotmail.com