AIAC NEWS

dell'Associazione Internazionale di Archeologia Classica

AIAC NEWS n. 26 (Settembre 2000)

LO SCAVO DI TUSCULUM: UN PROGETTO DI RICERCA SPAGNOLO IN ITALIA.

Quando nel mese di settembre del 1994 iniziarono i primi scavi condotti dall'Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma nel teatro di Tusculum non eravamo consapevoli di quanto la collaborazione, allora iniziata, con la Soprintendenza Archeologica per il Lazio e con la XI Comunità Montana del Lazio "Castelli Romani e Prenestini" avrebbe portato ai risultati acquisiti. Alla fine dell'ormai già vecchio anno 2000, dopo aver condotto a Tusculum sette campagne di scavo, siamo in grado di valutare fino a che punto i lavori svolti abbiano permesso di conoscere meglio sia le caratteristiche formali di alcuni dei più importanti edifici della città, come la loro evoluzione storica e, di conseguenza, la storia del sito.
Uno degli aspetti che vogliamo sottolineare è che, dal 1996, si sono incorporate al progetto, coordinato dalla Escuela, diverse equipes che, provenienti da distinti punti della Spagna , hanno incrementato notevolmente il gruppo di ricerca interdisciplinare che si occupa di Tusculum. La partecipazione di giovani laureati italiani allo scavo è diventato un ulteriore elemento che contribuisce ad arricchire i dibattiti, lo scambio di esperienze, i confronti… strumenti molto utili sia al progresso delle ricerche sia alla formazione dei più giovani collaboratori.
Non è questa la sede migliore per presentare un riassunto conclusivo dei risultati degli scavi condotti a Tusculum, un volume con i rapporti preliminari delle campagne 1994-1999 è stato appena pubblicato . Vorrei però illustrare in maniera molto sintetica qualche esempio dei risultati delle nostre ricerche sul campo, affiancate da altri studi (corpus delle sculture e dell'epigrafia, storiografia…) tuttora in corso.
Uno degli elementi più conosciuti dalla comunità scientifica è la c.d. "cisterna arcaica" che, scoperta nel corso degli scavi ottocenteschi, è stata poi oggetto d'interesse da parte di importanti studiosi quale ad esempio Thomas Ashby. I lavori di analisi, scavo archeologico e studio di questa interessantissima struttura hanno permesso di ottenere risultati non trascurabili. Ad esempio, in base allo studio dei materiali ceramici contenuti negli strati associati alla costruzione dell'edificio, è stato possibile fissarne la cronologia intorno al 500 aC. Ubicata nel punto in cui il diverticolo proveniente dalla Via Labicana giungeva in città, la cosiddetta "cisterna arcaica" era in realtà una fontana di epoca arcaica che, con successive trasformazioni, continuò per secoli ad essere un importante punto di rifornimento di carattere pubblico. La famosa Fontana degli Edili (CIL XIV, 2626), ubicata a pochi metri di distanza dalla c.d. "cisterna arcaica", non è altro che una struttura secondaria di epoca tardo-repubblicana legata al complesso sistema idrico nato in quel punto già nel periodo arcaico.
Anche i lavori condotti nell'area del foro hanno testimoniato una non trascurabile attività edilizia di epoca arcaica che speriamo di poter definire con più precisione nel corso degli scavi dei prossimi anni. In ogni caso, i lavori condotti nel foro di Tusculum hanno confermato l'importanza di questo complesso monumentale fin dall'inizio della Repubblica, così come l'esistenza di importanti programmi di trasformazione dell'insieme in età tardo-repubblicana e anche nella prima metà del I sec. dC. Ma, sicuramente, uno dei principali risultati delle nostre ricerche è la individuazione della topografia del foro tuscolano, ricostruito non già secondo il modello accademico proposto da Luigi Canina e successivamente riproposto da molti autori, ma restituito in base ai risultai degli ultimi scavi. Il foro di Tusculum non fu il risultato dell'applicazione dei modelli teorici sviluppati dall'urbanistica romana, ma l'adattamento di tali principi architettonici a una realtà preesistente ed irregolare perché frutto di una travagliata evoluzione storica.
Il teatro è uno degli edifici in cui abbiamo lavorato più intensamente e proprio per questo motivo è stato possibile riuscire ad individuare con una certa precisione la sua evoluzione, da quando agli inizi del I sec. aC. venne costruito nell'estremità orientale del foro - con la relativa distruzione di un quartiere abitativo - fino a che, alla fine del XII sec., una necropoli si sovrappose ai pilastri - ormai distrutti - dell'estremità settentrionale della cavea. Gli scavi ci hanno permesso anche di individuare una importante riforma dell'edificio teatrale nella prima metà del I sec. dC., una seconda trasformazione databile intorno al 100 dC. e, finalmente, l'obliterazione dei pozzi per le strutture del aulaeum nella prima metà del III sec. dC. Una serie di strutture negative (pozzi, silos), uniche rimaste dopo gli scavi ottocenteschi, stanno a testimoniare il riutilizzo medievale del teatro tuscolano.
Ed è proprio il periodo medievale uno dei più rivalutati dai recenti scavi. Quando il lavoro sul terreno viene condotto con una metodologia rigorosa e adatta ai nostri tempi, così lontani dagli anni in cui soltanto esisteva una archeologia "del bello" (rappresentata a Tusculum dai lavori del Bonaparte, del Biondi e del Canina), tutti i periodi della storia svelano i suoi segreti. Il Tuscolo medievale, roccaforte dei Conti di Tuscolo e uno degli insediamenti più importanti - da cui la sua fine violenta - del Lazio a Sud di Roma, è decisamente riemerso nel corso dei lavori condotti. Ne è un ottimo esempio la piccola chiesa, costruita sopra i ruderi di una antica domus suburbana, e la necropoli identificate nel promontorio extraurbano a Sud della città. L'edificio, a tre navate, costituisce una chiara testimonianza - libera di rimaneggiamenti posteriori - dell'architettura religiosa del periodo precedente alla distruzione della città, nel 1191. Altri resti pertinenti all'abitato medievale non fanno altro che confermare la povertà delle strutture domestiche documentate dovunque, dal teatro ai portici del foro e anche al centro dell'antica piazza.
Molti sono i progressi fatti in questi ultimi anni nella conoscenza delle evidenze materiali che, in simbiosi con una rigogliosa natura, permettono di avvicinarci alla storia dell'antica città di Tusculum. Allo stesso tempo, molto è quanto resta da fare e man mano che progrediscono le ricerche, aumentano le domande a cui vorremmo dare risposta. Siamo però convinti che questo progetto di ricerca e la collaborazione italo-spagnola che è alla base abbiano segnato una svolta nella storia delle ricerche su Tusculum. Speriamo sinceramente che agli studi in corso e a quelli futuri si affianchino delle iniziative indirizzate alla conservazione dei resti e alla loro fruibilità da parte dei cittadini. Solo in questo modo il lavoro svolto da tutti noi (studiosi, gestori, amministratori…) avrà un vero senso ed una piena giustificazione.

Xavier Dupré Raventós

 

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