
I problemi di conservazione
I problemi di deterioramento di qualsiasi manufatto
sono legati in gran parte ai mutamenti repentini delle condizioni
fisiche in cui si trova. In particolare per i reperti di provenienza
archeologica ciò è legato spesso al momento del
rinvenimento, o meglio al momento in cui vengono scavati, quando
viene eliminato l'involucro protettivo costituito dal terreno
o, negli scavi subacquei, dall'acqua, che ha consentito al manufatto
antico di sopravvivere fino a noi.
Riguardo alla Domus Aurea, a seguito della riscoperta a partire
dalla fine del XV sec. e degli sterri, progressivamente nel tempo
aria, acqua e luce entrarono nuovamente nei grandi ambienti del
palazzo, non come in origine, ma nella sua nuova condizione ipogea.
L'acqua, da protagonista di ogni scenario presente nel complesso
neroniano, irregimentata nelle fontane, nelle mostre e nei ninfei,
diventò un pericolo iniziando ad infiltrarsi liberamente
e percolare dal terrapieno che sovrasta gli estradossi delle volte
per un'altezza media di tre metri.
La luce, anche quella poca proveniente dai pozzi di areazione
aperti nelle volte, iniziò a consentire l'attecchimento
di microorganismi sui muri bagnati e sugli affreschi.
L'aria proveniente dall'esterno ad una temperatura diversa, oggi
circola all'interno caricandosi di umidità e generando
correnti di convezione che provocano notevoli squilibri. Lo stato
di conservazione della Domus Aurea, legato alle vicende della
costruzione e della successiva rovina delle Terme di Traiano,
dipende da tutto il suo contesto ambientale, da tutte le compresenze
del suo intorno urbano, e quindi da ogni mutamento, lento o repentino,
cui questo è soggetto.
I problemi conservativi che più direttamente riguardano
le strutture murarie e le decorazioni, e dai quali scaturisce
anche il parziale stato di inagibilità del monumento, sono
generati contemporaneamente dal microclima interno, attualmente
incontrollabile, e dalle infiltrazioni d'acqua dal terreno soprastante.
La concomitanza di questi due fattori, o meglio dei parametri
fisici e chimici che caratterizzano il microclima (fisici: umidità
relativa, umidità di risalita, contenuto percentuale di
acqua nelle murature, temperatura, moto e velocità dell'aria;
chimici: degradazione delle malte, ricristallizzazione di sali
solubili) e dell'azione dell'acqua di infiltrazione produce, insieme
alle loro variazioni e alle variazioni stagionali del clima, un
diffuso rischio per la stabilità degli strati più
esterni dell'opera cementizia delle volte, delle strutture architettoniche
e degli intonaci.
L'interazione tra i diversi elementi, acqua, aria e vegetazione,
con le strutture del monumento, produce fenomeni che trovano il
termine del loro ciclo sulle superfici, e inizia un ben individuato
processo di deterioramento profondo delle pitture e degli stucchi
per la costante evaporazione sulle superfici dell'acqua contenuta
all'interno delle murature e dell'acqua di condensa, con cristallizzazione
di sali solubili sulle superfici affrescate e deposito di agenti
inquinanti, concrezioni calcaree sugli intonaci, mentre gli alti
valori di umidità relativa, in presenza di luce, favoriscono
lo sviluppo di agenti biodeteriogeni quali alghe, funghi e licheni.
Diffuso è anche il degrado dovuto all'instabilità
delle porzioni murarie sommitali, accentuato dalla presenza, in
molti ambienti, di fenomeni di percolazione diretta dell'acqua,
sia attraverso i numerosi pozzi di areazione e le aperture praticate
in passato, sia a causa delle "vie d'acqua" formatesi
per la presenza e lo sviluppo delle radici della vegetazione dei
giardini sovrastanti.
In sintesi, riguardo al diffuso processo di degrado che rischia
di cancellare, nella sua conseguenza più manifesta, il
vastissimo apparato decorativo nel volgere di pochi anni, in mancanza
di provvedimenti di salvaguardia adeguati alla mole del monumento
e alla complessità dei fenomeni in atto, il problema conservativo
della Domus Aurea è sostanzialmente di tipo
microclimatico.
Tra i fattori di deterioramento non va sottovalutato infine l'uomo:
interventi di restauro non ben ponderati e anche un'erronea fruizione
del monumento possono generare danni notevoli: si intende, riguardo
a quest'ultima che, ad esempio, un afflusso di visitatori troppo
alto produce aumento di temperatura e umidità relativa
con conseguente squilibrio del microclima.
Il restauro
All'inizio degli anni '80 la Domus Aurea fu
chiusa al pubblico, per le condizioni di rischio presenti. In
occasione della chiusura e in concomitanza dell'attuazione della
Legge speciale per Roma venne intrapresa tra il 1983 e 1'86 dall'Istituto
Centrale del Restauro, con la Soprintendenza Archeologica di Roma,
un'articolata campagna di indagini sui fenomeni di deterioramento
dal
punto di vista chimico, fisico e biologico, nonché sul
microclima interno del monumento. Sono stati attivati cantieri
sperimentali di restauro degli affreschi ed è stato messo
a punto un nuovo sistema di illuminazione adatto all'inibizione
dello sviluppo di alghe sugli affreschi e che garantisse stabilità
cromatica, con buone caratteristiche per la visione.
Sempre nel corso della campagna di indagini sono stati condotti
studi sperimentali, con successiva raccolta ed elaborazione dei
dati, sul rapporto tra microclima interno, fenomeni di deterioramento
chimico, fisico e biologico e variazioni del clima esterno.
Un importante esperimento è stato quello di analizzare
nel tempo i dati relativi a tre ambienti-campione, e successivamente
di confrontare i risultati confinando e sigillando ermeticamente
due stanze.
La ricerca ha consentito di definire un criterio valido in linea
generale: quello di improntare ogni intervento, diretto o indiretto,
alla stabilizzazione del microclima. Ciò significa rallentare
la dinamica dei fenomeni, e con essa anche i processi di degrado.
Allora, fermo restando che il problema maggiore è causato
dalle infiltrazioni dell'acqua dal terreno sovrastante, sia la
temperatura che l'umidità relativa devono essere stabilizzate
entro una breve escursione, va rallentata la velocità dell'aria,
ridotta o eliminata l'immissione di inquinanti, calibrata l'illuminazione.
Gli interventi per la parziale apertura al pubblico
In occasione della riapertura al pubblico della
Domus Aurea sono stati condotti lavori finalizzati alla sicurezza
dei visitatori e all'eliminazione dei pericoli più immediati,
nonché saggi e restauri relativi alle superfici decorate.
E' stato eseguito lungo il percorso di visita programmato un puntuale
lavoro di ricognizione delle strutture murarie, con particolare
riguardo agli intradossi delle volte di copertura, il rinforzo
delle piattabande e di altri elementi architettonici; sono state
effettuate alcune opere per la difesa dalle percolazioni di acqua
dal terreno sovrastante; è stato verificato lo stato degli
intonaci e redatta una mappatura generale dello stato di degrado
traendone ogni dato utile per i successivi interventi; si è
proceduto a restauri delle decorazioni allo scopo di disporre
di test significativi da mettere sotto controllo per l'evoluzione
nel tempo; sono state condotte opere per il confinamento degli
ambienti finalizzato a rendere più stabile il clima interno
e infine è stato installato un impianto di monitoraggio
strutturale e microclimatico anche per studiare eventuali alterazioni
indotte dalla
visita pubblica.
E' stato infine realizzato un nuovo impianto di illuminazione
interna che, a partire dai parametri qualitativi già sperimentati
per la Domus Aurea, è stato progettato con nuovi criteri
illuminotecnici e tecnologici. Il progetto si è proposto,
in aggiunta alle garanzie di conservazione delle pitture, di mettere
in risalto sia le decorazioni che le superfici non intonacate,
valorizzare le sequenze prospettiche e le qualità spaziali
dell'organismo, rendere percettibile la diversità dei materiali
e delle tessiture murarie.
Gli interventi di conservazione e restauro dell'edificio neroniano
del Colle Oppio, dopo le sperimentazioni dirette, come quelle
relative al confinamento degli ambienti, al nuovo tipo di illuminazione
artificiale e al controllo della dinamica dei fenomeni potranno
in futuro proseguire su dati certi: occorreranno notevoli risorse
economiche, data la mole del monumento, unite ad un'attività
permanente degli specialisti delle diverse discipline perché
possa essere attuato il definitivo progetto generale di salvaguardia.
A. Vodret