AIAC NEWS

dell'Associazione Internazionale di Archeologia Classica

AIAC NEWS n. 22 (Settembre 1999)

DOMUS AUREA. I PROBLEMI DI CONSERVAZIONE, IL RESTAURO E GLI INTERVENTI PER LA PARZIALE APERTURA AL PUBBLICO.

I problemi di conservazione

I problemi di deterioramento di qualsiasi manufatto sono legati in gran parte ai mutamenti repentini delle condizioni fisiche in cui si trova. In particolare per i reperti di provenienza archeologica ciò è legato spesso al momento del rinvenimento, o meglio al momento in cui vengono scavati, quando viene eliminato l'involucro protettivo costituito dal terreno o, negli scavi subacquei, dall'acqua, che ha consentito al manufatto antico di sopravvivere fino a noi.
Riguardo alla Domus Aurea, a seguito della riscoperta a partire dalla fine del XV sec. e degli sterri, progressivamente nel tempo aria, acqua e luce entrarono nuovamente nei grandi ambienti del palazzo, non come in origine, ma nella sua nuova condizione ipogea.
L'acqua, da protagonista di ogni scenario presente nel complesso neroniano, irregimentata nelle fontane, nelle mostre e nei ninfei, diventò un pericolo iniziando ad infiltrarsi liberamente e percolare dal terrapieno che sovrasta gli estradossi delle volte per un'altezza media di tre metri.
La luce, anche quella poca proveniente dai pozzi di areazione aperti nelle volte, iniziò a consentire l'attecchimento di microorganismi sui muri bagnati e sugli affreschi.
L'aria proveniente dall'esterno ad una temperatura diversa, oggi circola all'interno caricandosi di umidità e generando correnti di convezione che provocano notevoli squilibri. Lo stato di conservazione della Domus Aurea, legato alle vicende della costruzione e della successiva rovina delle Terme di Traiano, dipende da tutto il suo contesto ambientale, da tutte le compresenze del suo intorno urbano, e quindi da ogni mutamento, lento o repentino, cui questo è soggetto.
I problemi conservativi che più direttamente riguardano le strutture murarie e le decorazioni, e dai quali scaturisce anche il parziale stato di inagibilità del monumento, sono generati contemporaneamente dal microclima interno, attualmente incontrollabile, e dalle infiltrazioni d'acqua dal terreno soprastante. La concomitanza di questi due fattori, o meglio dei parametri fisici e chimici che caratterizzano il microclima (fisici: umidità relativa, umidità di risalita, contenuto percentuale di acqua nelle murature, temperatura, moto e velocità dell'aria; chimici: degradazione delle malte, ricristallizzazione di sali solubili) e dell'azione dell'acqua di infiltrazione produce, insieme alle loro variazioni e alle variazioni stagionali del clima, un diffuso rischio per la stabilità degli strati più esterni dell'opera cementizia delle volte, delle strutture architettoniche e degli intonaci.
L'interazione tra i diversi elementi, acqua, aria e vegetazione, con le strutture del monumento, produce fenomeni che trovano il termine del loro ciclo sulle superfici, e inizia un ben individuato processo di deterioramento profondo delle pitture e degli stucchi per la costante evaporazione sulle superfici dell'acqua contenuta all'interno delle murature e dell'acqua di condensa, con cristallizzazione di sali solubili sulle superfici affrescate e deposito di agenti inquinanti, concrezioni calcaree sugli intonaci, mentre gli alti valori di umidità relativa, in presenza di luce, favoriscono lo sviluppo di agenti biodeteriogeni quali alghe, funghi e licheni.
Diffuso è anche il degrado dovuto all'instabilità delle porzioni murarie sommitali, accentuato dalla presenza, in molti ambienti, di fenomeni di percolazione diretta dell'acqua, sia attraverso i numerosi pozzi di areazione e le aperture praticate in passato, sia a causa delle "vie d'acqua" formatesi per la presenza e lo sviluppo delle radici della vegetazione dei giardini sovrastanti.
In sintesi, riguardo al diffuso processo di degrado che rischia di cancellare, nella sua conseguenza più manifesta, il vastissimo apparato decorativo nel volgere di pochi anni, in mancanza di provvedimenti di salvaguardia adeguati alla mole del monumento e alla complessità dei fenomeni in atto, il problema conservativo della Domus Aurea è sostanzialmente di tipo
microclimatico.
Tra i fattori di deterioramento non va sottovalutato infine l'uomo: interventi di restauro non ben ponderati e anche un'erronea fruizione del monumento possono generare danni notevoli: si intende, riguardo a quest'ultima che, ad esempio, un afflusso di visitatori troppo alto produce aumento di temperatura e umidità relativa con conseguente squilibrio del microclima.

Il restauro

All'inizio degli anni '80 la Domus Aurea fu chiusa al pubblico, per le condizioni di rischio presenti. In occasione della chiusura e in concomitanza dell'attuazione della Legge speciale per Roma venne intrapresa tra il 1983 e 1'86 dall'Istituto Centrale del Restauro, con la Soprintendenza Archeologica di Roma, un'articolata campagna di indagini sui fenomeni di deterioramento dal
punto di vista chimico, fisico e biologico, nonché sul microclima interno del monumento. Sono stati attivati cantieri sperimentali di restauro degli affreschi ed è stato messo a punto un nuovo sistema di illuminazione adatto all'inibizione dello sviluppo di alghe sugli affreschi e che garantisse stabilità cromatica, con buone caratteristiche per la visione.
Sempre nel corso della campagna di indagini sono stati condotti studi sperimentali, con successiva raccolta ed elaborazione dei dati, sul rapporto tra microclima interno, fenomeni di deterioramento chimico, fisico e biologico e variazioni del clima esterno.
Un importante esperimento è stato quello di analizzare nel tempo i dati relativi a tre ambienti-campione, e successivamente di confrontare i risultati confinando e sigillando ermeticamente due stanze.
La ricerca ha consentito di definire un criterio valido in linea generale: quello di improntare ogni intervento, diretto o indiretto, alla stabilizzazione del microclima. Ciò significa rallentare la dinamica dei fenomeni, e con essa anche i processi di degrado.
Allora, fermo restando che il problema maggiore è causato dalle infiltrazioni dell'acqua dal terreno sovrastante, sia la temperatura che l'umidità relativa devono essere stabilizzate entro una breve escursione, va rallentata la velocità dell'aria, ridotta o eliminata l'immissione di inquinanti, calibrata l'illuminazione.

Gli interventi per la parziale apertura al pubblico

In occasione della riapertura al pubblico della Domus Aurea sono stati condotti lavori finalizzati alla sicurezza dei visitatori e all'eliminazione dei pericoli più immediati, nonché saggi e restauri relativi alle superfici decorate.
E' stato eseguito lungo il percorso di visita programmato un puntuale lavoro di ricognizione delle strutture murarie, con particolare riguardo agli intradossi delle volte di copertura, il rinforzo delle piattabande e di altri elementi architettonici; sono state effettuate alcune opere per la difesa dalle percolazioni di acqua dal terreno sovrastante; è stato verificato lo stato degli intonaci e redatta una mappatura generale dello stato di degrado traendone ogni dato utile per i successivi interventi; si è proceduto a restauri delle decorazioni allo scopo di disporre di test significativi da mettere sotto controllo per l'evoluzione nel tempo; sono state condotte opere per il confinamento degli ambienti finalizzato a rendere più stabile il clima interno e infine è stato installato un impianto di monitoraggio strutturale e microclimatico anche per studiare eventuali alterazioni indotte dalla
visita pubblica.
E' stato infine realizzato un nuovo impianto di illuminazione interna che, a partire dai parametri qualitativi già sperimentati per la Domus Aurea, è stato progettato con nuovi criteri illuminotecnici e tecnologici. Il progetto si è proposto, in aggiunta alle garanzie di conservazione delle pitture, di mettere in risalto sia le decorazioni che le superfici non intonacate, valorizzare le sequenze prospettiche e le qualità spaziali dell'organismo, rendere percettibile la diversità dei materiali e delle tessiture murarie.
Gli interventi di conservazione e restauro dell'edificio neroniano del Colle Oppio, dopo le sperimentazioni dirette, come quelle relative al confinamento degli ambienti, al nuovo tipo di illuminazione artificiale e al controllo della dinamica dei fenomeni potranno in futuro proseguire su dati certi: occorreranno notevoli risorse economiche, data la mole del monumento, unite ad un'attività permanente degli specialisti delle diverse discipline perché possa essere attuato il definitivo progetto generale di salvaguardia.

A. Vodret

 

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