
AIAC
Piazza San Marco, 49
00186 Roma - Italia
Tell. / Fax:
++39 -6-67.98.798
++39 -6-69.78.91.19
Web:
www.aiac.org
E-mail:
aiac@aiac.org |
|
AIAC | AIAC News
| Links | Who's Who | Homepage

Bollettino informativo
dell'Associazione Internazionale di Archeologia Classica
AIAC NEWS n. 4 (Marzo 1995)
MASSIMO PALLOTTINO E I FASTI ARCHAEOLOGICI
Altri hanno già ricordato le benemerenze di Massimo Pallottino
tratteggiandone la figura di studioso e di docente e ricordando le imprese scientifiche da
lui promosse e dirette, io vorrei soffermarmi su una di queste imprese forse meno nota, o
meglio, che non tutti collegano al suo nome: i Fasti Archaeologici. Pochi infatti sanno
che l'ideatore di questa bibliografia internazionale di archeologia classica è stato
appunto Massimo Pallottino.
Egli era stato tra quegli studiosi italiani e stranieri, che si trovavano a Roma nel 1944
(o che vi giunsero poco dopo la liberazione) che fondarono l'Associazione Internazionale
di Archeologia Classica allo scopo di riannodare i contatti tra studiosi, dopo gli anni
terribili del conflitto mondiale, di aiutare a riprendere le ricerche di archeologia
classica, di diffondere le notizie, di riallacciare e promuovere la collaborazione tra
studiosi di tutto il mondo al di sopra di qualunque nazionalismo. Si trattava insomma in
un certo senso di resuscitare lo spirito informatore che nel lontano 1829 aveva dato vita
all'Instituto di Corrispondenza Archeologica.
Tra i mezzi per diffondere le notizie si pensò prima di tutto ad una bibliografia
internazionale che raccogliesse lo spoglio di pubblicazioni insieme a brevi notizie
inedite cui fu dato il nome di Fasti Archaeologici. Ed è a Pallottino che si deve la
concezione della struttura sistematica del volume, l'intelaiatura in cui inserire le note
bibliografiche originali che giungevano da collaboratori sparsi in tutto il mondo. Sua fu
anche l'idea di creare una fitta rete di richiami da sezione a sezione affinché in
ciascuna di esse si offrisse allo studioso un quadro completo di quanto, riguardo ad un
determinato argomento, fosse presente nella bibliografia dell'anno. E Massimo Pallottino
fu anche dal 1945 al 1956 il redattore capo della pubblicazione. Furono quelli anni di
incredibile entusiasmo e di lavoro pressante, ché la massa delle note bibliografiche, che
giungevano dai collaboratori di tutte le nazioni, andava crescendo via via che gli stati,
uscendo dallo sconvolgimento della guerra, riprendevano le attività di pace. E la
redazione dei Fasti non contava più di tre persone compreso il direttore. Quando io
entrai a farne parte nel 1950 eravamo sempre in tre: Pallottino, Forni ed io. Ma v'è da
dire che l'incredibile capacità di lavoro di Massimo Pallottino si trasfondeva anche in
noi e che si riusciva, sia pure lavorando spesso sino a tarda notte e per sei giorni alla
settimana, a far fronte alla mole del lavoro. Sebbene ciascuno di noi avesse ovviamente
particolari compiti, nei momenti della ... stretta finale tutti facevano tutto e anche il
direttore compilava gli indici o numerava con la matita blu le schede. Ma a parte questi
dettagli pittoreschi ciò che rendeva l'opera di Pallottino preziosa ed insostituibile per
la redazione dei Fasti era l'amplissima cultura in ogni campo dell'archeologia (oltre che
in quello dell'Etruscologia e delle antichità italiche in cui era sommo maestro), la
vivacità del suo ingegno, la facoltà di compiere minute analisi e lucide sintesi, la
capacità di mantenere senza apparente stanchezza e con costante lucidità un ritmo di
lavoro serrato. Era una presenza ... trascinante e stimolante. Sempre pronto a dare
chiarimenti a risolvere dubbi, studioso già affermato in campo internazionale, non faceva
certo pesare la sua fama o la sua posizione nel campo accademico, ma con la sua profonda
umanità, la sua bontà gioviale aveva creato in redazione un'atmosfera di cameratismo, di
profonda amicizia, di colleganza.
Anche quando, nel 1956, lasciò la direzione dei Fasti per assumere quella di un'altra
impresa di grande importanza internazionale (l' Enciclopedia Universale dell'Arte,
pubblicata sotto gli auspici della Fondazione Cini dall'Istituto per la Collaborazione
Culturale) desiderò continuare a far parte del Comitato di redazione e seguì con
costante interesse le vicende della pubblicazione, che aveva creato e portato avanti negli
anni più difficili. E proprio pochi giorni prima della sua morte, non potendo intervenire
ad una seduta del Consiglio direttivo dell'AIAC, in cui si doveva parlare dei Fasti
Archaeologici, scriveva le sue idee in proposito al presidente professor Arce, ché, come
ho già detto, Egli teneva costantemente d'occhio la sua creazione seguendone le vicende e
elargendo i suoi preziosi consigli.
MARIA FLORIANI SQUARCIAPINO
Direttrice dei Fasti Archaeologici

AIAC
| AIAC News | Links
| Who's Who | Homepage |