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AIAC News
Bollettino informativo
dell'Associazione Internazionale di Archeologia Classica

AIAC NEWS n. 4 (Marzo 1995)

MASSIMO PALLOTTINO

È serenamente spirato nella sua casa romana, la sera del 7 febbraio 1995, Massimo Pallottino, professore emerito dell'Università La Sapienza. Aveva compiuto nel novembre scorso 85 anni.
Allievo prediletto di Giulio Q. Giglioli, si era formato nel clima esaltante che aveva visto, con la scoperta dell'Apollo di Veio, balzare in primo piano in Italia e nel mondo l'interesse per gli Etruschi e per l'Italia preromana. Con i suoi scritti seppe imporsi, tra gli anni '30 e '40, come il creatore della moderna etruscologia, intesa da Lui, nel suo pragmatismo alieno dagli steccati accademici, come un "progetto" complessivo di ricerca, cui sono chiamate a concorrere, ognuna per la sua parte, discipline assai diverse tra loro, quali la storia antica, l'archeologia classica e protostorica, l'epigrafia, la linguistica e via dicendo. Un ventaglio di discipline che Egli riusciva come pochi a dominare, forte di una dottrina e di un talento assolutamente eccezionali.
Risalgono a quegli anni i suoi primi libri: Tarquinia, Elementi di grammatica etrusca, La scuola di Vulca, L'origine degli Etruschi e soprattutto Etruscologia, il manuale apparso nel 1942 e poi riscritto e aggiornato più volte, tradotto ormai in moltissime lingue. Salito sulla cattedra romana nel 1945, Pallottino ha esercitato un enorme influsso non solo nel suo ambito di studi ma su tutta l'archeologia italiana e internazionale, dall'immediato dopoguerra fino ai nostri giorni, anche grazie al generoso impegno sempre profuso nella promozione e nella organizzazione culturale. Nel dopoguerra ha contribuito da protagonista alla nascita dell'Associazione Internazionale di Archeologia Classica, dell'Unione Internazionale degli Istituti romani di Archeologia, Storia e Storia dell'arte, dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Ha fatto decollare i Fasti Archaeologici ed è stato cofondatore di Archeologia Classica. Con la mostra "Arte e civiltà degli Etruschi" del 1955-1956 ha riproposto quel popolo al pubblico di tutta Europa. Si è assunto l'onerosa responsabilità della Enciclopedia Universale dell'Arte, mentre presiedeva il VI congresso internazionale di preistoria e partecipava da animatore alla Commissione d'indagine Franceschini sul patrimonio di quelli che poi saranno chiamati Beni culturali.
Pare incredibile che negli stessi anni Pallottino sia riuscito a pubblicare La peinture étrusque, i fortunatissimi Testimonia linguae Etruscae, Cos'è l'archeologia, Civiltà artistica etrusco-italica. E soprattutto che sia riuscito ad avviare, dal 1957, lo scavo di Pyrgi, scoprendo il più famoso santuario d'Etruria, che ancora non cessa di riservare sorprese, e che nel 1964 restituì alla luce le ormai notissime lamine d'oro iscritte in etrusco e in fenicio, commemoranti il dono fatto da un re di Caere alla dea Uni/Astarte. Una scoperta che si colloca tra le maggiori avvenute in Italia nel nostro secolo.
Con gli anni '70 Pallottino ha affiancato all'Istituto universitario, da Lui fondato e diretto dal 1956, il Centro - oggi divenuto Istituto - del C.N.R. per l'Archeologia etrusco-italica, benemerito per le molte iniziative di ricerca avviate. Ha inoltre dato nuovo impulso, con la sua presidenza, all'Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e alla rivista Studi Etruschi. Basti citare iniziative come il Corpus degli specchi etruschi, ormai solidamente affermato, la serie dei convegni di studio tenuti un po' dappertutto in Italia, il II congresso internazionale etrusco, tenuto a Firenze nel 1985. In questa fase matura della sua attività Pallottino ha rivolto la sua attenzione verso il mondo sabino e più in generale italico (mostre sui Sabini e sulla Prima Italia, libro Storia della prima Italia), e soprattutto verso la Roma arcaica e il mondo latino (mostra "Civiltà del Lazio primitivo", "Naissance de Rome", "La grande Roma dei Tarquinii", fino al suo ultimo libro, apparso nel 1993, Origini e storia primitiva di Roma).
Questi nuovi campi da Lui dissodati non possono tuttavia far dimenticare che Pallottino negli stessi anni ha varato il Thesaurus linguae Etruscae, ha rifatto completamente la Etruscologia e ha organizzato nel 1992 l'ultima delle grandi mostre di cui gli siamo debitori: "Gli Etruschi e l'Europa". La morte lo ha fermato mentre lavorava al primo capitolo di un libro sulla lingua etrusca: il suo primo e mai tradito amore.

GIOVANNI COLONNA
Università di Roma "La Sapienza"

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