AIACNews 41 
 

Aprile 2005

Bollettino informativo dell'Associazione Internazionale di Archeologia Classica Onlus
AIAC, Piazza San Marco, 49  –  I-00186 Roma. Tel. / fax  ++39 06 67 98 798 / 06 69 78 91 19
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Direttore responsabile: Maria Teresa D'Alessio (tessa@inwind.it)
Redazione: Olof Brandt, Nathalie de Haan, Helga Di Giuseppe, Allan Klynne
Rivista in fase di registrazione presso il Tribunale di Roma
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Contents AIACNews 41: 

Maria Teresa D'Alessio: Editoriale
  
Olof Brandt:
The AIAC web site


ISTITUTI

Massimiliano Ghilardi:
Per gli 80 anni di vita dell'Istituto Nazionale di Studi Romani

Allan Klynne:
The Swedish Institute in Rome; L'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma

CONVEGNI

Federica Chiesa:
"Offerte dal regno vegetale e dal regno animale nella dimensione del sacro"

INCONTRI  AIAC

Eleonora Fossile:
La topografia di Aricia, Lanuvium e del Nemus Dianae tra antichità e medioevo

Sabrina Cimini:
La Valle del Sangro tra tardo-antico ed alto medioevo: note di topografia

Isabel Sànchez Ramos:
La cristianizzazione della topografia cimiteriale a Cordoba nella tarda antichità

Kristian Göransson:
The transport amphorae from Euesperides (Benghazi) Libya. Patterns of trade 400-250 BC

Tehmina Bhote:
Where did they come from? The medieval 'southern Italien' collections of the British Museum

Federica Chiesa

“Offerte dal regno vegetale e dal regno animale nella dimensione del sacro”

    Il tema del sacrificio, cruento e incruento, e delle offerte alimentari in ambiente santuariale ha costituito l’argomento di un Incontro di Studio svoltosi il 26 e 27 giugno 2003 presso la Sala del Rettorato dell’Università degli Studi di Milano dal titolo “Offerte dal regno vegetale e dal regno animale nella dimensione del sacro” a cura di Maria Bonghi Jovino e Federica Chiesa. Finalità dell’Incontro era quella di trattare in maniera approfondita alcuni stimolanti spunti di riflessione scaturiti dall’esperienza tarquiniese dando adito a dibattiti interdisciplinari secondo le più attuali tendenze metodologiche.

I relatori hanno messo a disposizione della comunità scientifica i nuovi dati emersi all’interno di alcuni importanti centri dell’Italia tirrenica con digressioni anche in ambito extra-peninsulare in un’estensione cronologica che va dai primordi dell’età del Ferro alle più tarde fasi preromane.

    Così novità di rilievo sono derivate dalle indagini condotte da Marisa Bonamici nel santuario dell’acropoli di Volterra, caratterizzato da una precoce monumentalizzazione in epoca orientalizzante e destinato a lunga e perpetuata frequentazione  (“Appunti sulle pratiche cultuali nel santuario dell’acropoli volterrana”). Ancora il comprensorio di Volterra ha beneficiato del contributo di Stefano Bruni (“Il santuario di Ortaglia nel territorio volterrano: appunti sulle pratiche cultuali”), che ha valorizzato l’esistenza di un edificio templare le cui fasi di vita dal periodo arcaico giungono al IV secolo a.C., con testimonianze di sphaghià che documentano la consuetudine di sacrificare alla divinità ovini, caprini, bovini, equini e specie selvatiche.

    Un campionario notevole proviene dalla zona romagnola, dove Patrizia Von Eles riconosce all’interno delle tombe verucchiesi un codificato sistema di offerte nell’ambito del rituale funerario che prevede l’impiego di fauna ittica, gasteropodi e vegetali (“Verucchio. Dalla terra e dal mare. La proiezione dell’ambiente nell’ambito funerario”).

    Gianni Bailo Modesti, Annamaria Frezza, Aurora Lupia, Marcella Mancusi hanno rintracciato, nella pratica di un culto ctonio per una divinità femminile, nel santuario suburbano di Pontecagnano, l’intera vita del complesso sacro, dalla prima metà del VI secolo sino al III secolo a.C. (“Le acque intorno agli dei: rituali e offerte votive nel santuario settentrionale di Pontecagnano”). A diversa latitudine, una digressione ha riguardato il caso di Entella, ove la deposizione di cereali ed ex-voto fittili in relazione a strutture edilizie rientra nella costumanza di accompagnare fondazioni di muri o edifici con offerte in loco (Cecilia Parra “Un deposito votivo di fondazione di Entella (Palermo) tra un oikos ed un granaio”).

    Il tema tarquiniese è stato affrontato da due diverse prospettive, che hanno inteso valorizzare la complessità e la stratificazione della divinità cui il culto antichissimo era dedicato (Maria Bonghi Jovino “Offerte, uomini e dei nel “complesso monumentale” di Tarquinia. Dallo scavo all’interpretazione”) e le tipologie delle offerte vegetali in due depositi votivi collocati a occidente del principale edificio cultuale (Giovanna Bagnasco Gianni “Tarquinia. Il deposito reiterato” e Federica Chiesa “Un rituale di fondazione nell’area alpha di Tarquinia”).

    L’apporto delle analisi paleobotaniche e paleozoologiche come strumento utile a più mirate letture ha confermato la propria rilevanza con gli interventi di Mauro Rottoli (“Le analisi archeobotaniche a Tarquinia: i vegetali in due contesti del complesso monumentale”) e Claudio Sorrentino (“Analisi paleozoologiche a Pyrgi”) che, per il santuario pyrgense e per il sacred place tarquiniese, hanno valorizzato anche la natura fisica delle offerte